sputtanismi

Difficile pensare ad una maggioranza più ingombrante. Questa maggioranza, questa massa che decide a colpi di reni la differenza tra il bene e il male, che si posa obesa sugli scranni del potere. Uno dei primi, e più autorevoli, fautori della democrazia fu Platone, il quale metteva in guardia: attenti che la degenerazione della democrazia si chiama oclocrazia, oklòs, dittatura delle masse. Il che non coincide proprio con la volontà popolare, quanto piuttosto con la sua parodia crassa e un po' beota, vogliosa di imporsi e di imporre, di più: di annullare l'alternativa, prima deridendola, poi negandola. Qualche meccanismo si è inceppato. Così ad occhio il dominio mediatico di uno solo ha avuto la sua buona fetta di responsabilità, ma sarebbe riduttivo fermarsi a questo; c'è anche la sostanza più bieca del populismo, con tutto ciò che ne consegue: divisione manichea del bene e del male, nemici astratti contro cui scagliarsi, tanto per cominciare, ma soprattutto il culto dell'apparire. La devozione alla superficie delle cose, il considerarla l'unico punto di riferimento attendibile. "Non sputtanate me, perché sennò sputtanate l'Italia, la cui immagine deve essere forte e bella." L'immagine, la proiezione, la rappresentazione. Poco importa della polvere sotto al tappeto. Lo Stato sono io, guai a sputtanarmi. Mi ricorda qualcuno.

0 commenti: