magnifico...

Dario Fo avrebbe dovuto partecipare ad un incontro sul tema Alitalia, assieme ad esperti e lavoratori del settore. L'ambiente era universitario. Ma la qualità prima di tutto. Il Magnifico scaccia il premio Nobel, lo umilia, lo declassa a cialtrone. Non sono un ammiratore di Dario Fo, ma la faccenda mi ha dato fastidio. La giustificazione è stata un saggio di saccenza: mancavano da parte dei presenti le competenze tecniche per occuparsi del tema. Siamo in consesso accademico, che cazzo: qui bisogna fornire un livello medio alto di spunti didattici agli allievi. Il Magnifico serve anche per prendere delle decisioni scomode. Comandante in capo di una legione del nulla, abbarbicata in un feudo suburbano di edifici prefabbricati e tristissimi, una schiera di casermoni impastati con lo stampo nel cuore di quello che un tempo era aperta campagna, e che ora è la Camelot del sapere ambrosiano. Niente male, questa strana istituzione auregolamentata, con delle bizzarre istituzioni interne (c'è pure un senato a quanto pare). Un luogo serio, che si prende infinitamente sul serio. Non so quanto valga un Nobel, ma ho una vaga idea di quale dovrebbe essere il valore dell'opinione di una persona. Altra frase memorabile: l'università non è il luogo delle polemiche. Meno male che adesso lo sappiamo. Mi straccio le vesti di fronte al sultanato, mi strappo i pantaloni, mi umilio e mi prostro al soglio Magnificente: ora sappiamo che il regio editto ha stabilito che la soglia del casermone è il limes oltre al quale le polemiche non passano. Andiamo a lezione, in fila per due, mano nella mano, la campanella è suonata. Basta con questi residui sessantottini, questo è un posto finalmente serio, puro, incontaminato. Non sono ammiratore di Dario Fo, ma questa volta mi piacerebbe stringergli la mano. Accolto dal Re di Svezia, ma respinto dal Magnifico. Niente a che vedere con Lorenzo, direi proprio di no.

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