libri


La lettura è un vizio impunito, diceva Valéry Larbaud. Lo è perché sotto le spoglie di una nobile attività (la vulgata ha un certo timore misto a diffidente riverenza verso chi legge "tanto") si cela in realtà l'abitudine di coltivare la propria personalità in altri ambiti, con il rischio di finire per prediligere all'universo reale quello più giusto e più consistente della letteratura. E' un tema che divide: chi si vanta bellamente di non leggere un cacchio, chi antepone anche al suo nome la qualifica di lettore - lector, macchina leggente. Chi scrive generalmente legge parecchio, ma non è detto, ci sono illustre eccezioni. C'è chi come Borges sosteneva di vantarsi più di ciò che aveva letto che di ciò che aveva scritto. Salvo poi continuare a scrivere, vabbé. Il premio Nobel Elias Canetti scrisse il suo unico romanzo proprio sul tema della passione libresca: quel pazzesco Auto da fé, sorta di espiazione narrativa della simbiosi letteraria. La verità è che il rapporto con i libri rischia di risolversi in vera e propria dipendenza: c'è bisogno della presenza fisica dei libri, c'è bisogno di autori sempre nuovi, di pareti ricoperte di dorsi di copertina. Il lettore non si accontenta, vuole le copertine di un certo tipo, di una certa piacevolezza al tatto. E poi i gusti. I classici, elitari e finanche settari, gli autori degni di restare, il disprezzo di ogni sfumatura commerciale, transitoria, in qualche modo destinata a risolversi nel mero contingente. I libri sono fatti per riempire ogni momento della giornata, per colmare ogni lacuna del pensiero, o anche per mettere a tacere lo stream, quando questo si fa debordante (esperienza personale), e sono preziosi per questo: perché testimoniano la nostra esistenza attraverso le esistenze degli altri. Tralasciamo l'imbecillità di certe campagne di stato: quella sul cibo della mente. Vaglielo a dire ad un popolo trucidato da trent'anni di tv commerciale del cibo della mente.
Leggere è' una passione che non paga, anche questa, ma aiuta: nel mare del nulla immergersi nella calda placenta della cultura aiuta. Per un lettore non c'è miglior complemento d'arredo che una libreria traboccante e gonfia di volumi. C'è gente che lo fa, che risparmia per un libro, che detesta la tv a pagamento e anche quella generalista. Tenaci illusi, disperati e felici.

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