visite

Con tutte le persone che un paese potrebbe invitare in visita ufficiale, noi scegliamo Gheddafi. E mica una volta, siamo già alla seconda, ad ogni occasione con il suo seguito da circo, il frizzi, i lazzi, i nani e le ballerine. L'aneddoto basterebbe da sé a descrivere in quale situazione versiamo, con quali personaggi abbiamo a che fare e con che tipo di finalità. Gli italiani in Libia, e in genere nelle trasferte coloniali, non si sono certo coperti d'onore, come del resto tutti gli altri paesi europei che hanno succhiato risorse dal continente africano. Ma a noi le scuse non bastano: sentiamo il bisogno di farci prendere in giro da questo personaggio, padrone indiscusso di un regime dittatoriale che va avanti da svariati decenni, con buona pace della libertà, di cui noi dovremmo essere campioni indiscussi, a giudicare dal nome del nostro partito di maggioranza. Ma d'altra parte ogni popolo segue il suo leader, e noi, anche in questo, abbiamo ciò che ci meritiamo: un presidente che si fa amico di chi può o di chi gli riesce: Putin, Gheddafi, tutti campioni di libertà e democrazia con i quali ci copriamo di ridicolo nella speranza di combinare qualche affarucolo o di ridurre i flussi migratori. E' una pagliacciata senza ritegno la visita di questo dittatorello da operetta nella capitale; la vanagloria di un piccolo uomo che non si fa troppi problemi a usarci come volano per alimentare la macchina della propaganda di casa sua. I cavalli, le amazzoni, la conversione fuffa all'Islam dopo una sua lezioncina di infimo livello: lo spettacolo vomitevole di una democrazia che si abbassa ad un ruolo giullaresco in nome dei vantaggi di qualcuno. Se ci fosse stato qualcun altro al governo le cose si sarebbero svolte in modo diverso? Saremmo riusciti a farci amico di qualcun altro o a fare perlomeno una figura più dignitosa? Difficile da dire. Se guardiamo i fatti e chi li ha causati però, scopriamo una straordinaria continuità: di modi, di pensiero, e anche di orizzonte politico. Uno dei molti cantori di regime finirà per dire che è stata una prova di "eccezionale coerenza".

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