e tutto il resto?


La malia tecnocrate non è passata sul campo della politica italiana senza conseguenze. La più vistosa, se posso permettermi, è quella di aver condizionato in modo pesante e univoco gli argomenti della campagna elettorale, che sì sono sotto molti punti di vista obbligati, ma che in questa tornata sono stati addirittura esclusivi. In pratica l'unico tema presente è l'economia. Non c'è altro che tenga banco. Ognuno con la sua ricetta, ed è curioso notare come diversi cuochi - B da Arcore in primis - siano tra i principali artefici del disastro politico finanziario che trascinò l'Italia a un passo dal fallimento. Ma è roba di tredici, quattordici mesi or sono: tradotto in italiota un'era geologica fa. Ed è così che ognuno può dire la sua: tracciare strategie, disegnare scenari. Le informazioni fornite in dibattiti e dichiarazioni sono spesso astruse, in qualche caso contraddittorie, ma fa niente, tanto è vero tutto come non è vero niente. Il punto è che è difficile stabilire un criterio: sono argomenti tecnici che solo in pochi padroneggiano, e che tante volte nemmeno i politici stessi hanno ben presenti. Figurarsi la media dei cittadini. Chi è europeista, chi è liberista, chi sbraita di tornare a battere moneta in proprio. Ma sì. Come per la nazionale di calcio, ognuno, nel tabernacolo del proprio tinello, è convinto di saperla lunga. Ma ogni certame ha il suo tema principe, e l'economia ha sempre e giustamente occupato un posto di rilievo, solo che mentre in altri luoghi e altre epoche il suo ruolo era ancora quello di strumento, ora è passata ad essere materia autoriferita e autosufficiente. Chi se ne frega dei diritti, della sicurezza, dell'integrazione, della salute, della cultura. Per paradosso, potremmo dire che persino il lavoro, inteso come mezzo di realizzazione di sé, non ha alcun peso nelle parole della classe politica, salvo rarissime eccezioni; ha senso il lavoro come fattore economico. E si sa che il fattore economico è del tutto disinteressato al fatto che chi lavora siano uomini e donne: se si parlasse di frigoriferi e bulloni sarebbe la stessa cosa. L'economia così come ci viene presentata in questi anni non ha niente più a che vedere con la "legge che regola la casa" (definizione etimologica): manca sia la legge che la casa che chi la abita. 

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